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FINAL EIGHT

TD Week Chart
24/02/2009, 12:27 - di Andrea Severini




Mc Intyre e Boykins, grandi protagonisti della Finale di Coppa Italia 2009

Puntata speciale della nostra pagella. Questa settimana saranno protagonisti della top ten gli attori delle Final Eight di Coppa Italia ospitate dalla città di Bologna



Le Final Eight rappresentano da sempre un appuntamento molto rilevante per il nostro basket. Anche questa volta non sono mancati gli spunti, dai quali possiamo trarre i 5 protagonisti in positivo ed i 5 protagonisti in negativo. La piacevole conferma di Teramo, la delusione di Avellino e Roma, il ritorno di Treviso ed il trionfo di Siena. Il tutto al centro della TD Week Chart.

Voto 1 alla connection slovena della Lottomatica. Vale a dire, la coppia Brezec-Becirovic. Non è nostra intenzione considerarli gli unici responsabili della prematura eliminazione della squadra di Gentile dalla Coppa Italia, sappiamo che ci sono una serie di cause e che si tratta di un concorso di colpe. Ma i due sloveni giocano in maniera davvero pessima. Sani Boy ha la parziale giustificazione di essere stato il trascinatore nei primi mesi di questa stagione, ma suona stonata una prestazione da 3 punti e la sua assenza in campo nel finale della rimonta. Primoz non ha attenuanti: segna 2 punti, perde palloni e non prende rimbalzi. Anche lui il secondo tempo lo vede tutto dalla panca. La svolta della Virtus Roma deve partire dal recupero di questi due giocatori fondamentali.

Voto 2 a Travis Best. Il play dell’Air Avellino ha abdicato il suo trono. Spazio ai giovani, perché il vecchio ed esperto Travis esce con le ossa rotte dal match contro la Teramo di Giuseppe Poeta. Per lunghi tratti della partita lo vediamo in panchina, limitato da problemi di falli. L’ex Indiana Pacers non incide sulla partita, anzi, è autore di una prestazione anonima, e contribuisce suo malgrado all’eliminazione dei campioni in carica. Lo score parla da solo: 3 punti, 2 rimbalzi, 6 assist, ma anche 5 palle perse e, appunto, 4 falli commessi. Forse lo sfogo di Markovski di qualche settimana fa era soprattutto rivolto a lui. Peccato che non abbia recepito in pieno.

Voto 3 alla rissa nel finale di Treviso-Siena. Proviamo a capire. Pare che il tutto sia nato da una gomitata di troppo di Eze a Soragna; questo il casus belli, quindi il finimondo. Volano spintoni e parole grosse, come ciliegina sulla torta di una partita bella, intensa e molto combattuta. Stupisce molto il post-rissa. I protagonisti, vale a dire il centro nigeriano ed il capitano della nazionale italiana, vengono squalificati per due partite. Bene. Poi la squalifica viene ridotta ad una partita. Bene. Da ultimo la squalifica, come da regolamento, viene sostituita da un’ammenda. Male. Ok, siamo tutti d’accordo sul fatto che pecunia non olet, ma se fossimo nella Virtus Bologna, che in finale ha dovuto fare i conti con un grande Eze, una piccola recriminazione forse proveremmo a farla.

Voto 4 a DaShaun Wood. Una nota un po’ storta nell’ottima due-giorni di Coppa per Treviso. Il play ex Cantù non brilla, al contrario dei suoi compagni, e forse inizia a soffrire la presenza di Massimo Bulleri, che invece è subito protagonista. DaShaun parte maluccio, nel quarto di finale contro Montegranaro realizza 9 punti, il che non è per forza poco, ma dà un solo assist ai compagni a fronte di ben 5 palle perse. Nella semifinale con Siena ci sono solo 4 punti ed altrettanti assist, ma anche 3 falli commessi ed una palla persa. Non è un disastro, intendiamoci, ma è pur sempre un rendimento che non giustifica i 28 minuti di campo che Mahmuti gli concede in entrambe le gare.

Voto 5 a Dusan Vuckevic. Il serbo, gregario di lusso per la squadra di Boniciolli, apre il weekend di Coppa ricoprendo il ruolo di giustiziere dell’altra Virtus, quella romana (15 punti con il 4/5 da tre nel quarto di finale). Poi? Beh, poi più nulla. Dusan concede un contributo davvero minimo ai suoi nelle giornate successive, lasciando spazio ad altri protagonisti (si veda oltre). Nella semifinale contro Teramo ci sono 3 punti in 20 minuti, con 1 rimbalzo, 1 palla persa ed 1 palla recuperata. In finale contro Siena, lo score non è molto diverso: 3 punti (costante, il ragazzo), 2 rimbalzi ed 1 palla persa. Resta un giocatore fondamentale nell’economia della squadra bolognese, ma un po’ più di continuità non guasterebbe.

Voto 6 ad Andrea Crosariol. La sua squadra affonda, ma lui ne esce a testa altissima. Il centro ex Virtus Bologna è protagonista di una prova sontuosa in quello che è stato il suo palazzetto fino a poco tempo fa. Non è solo la doppia doppia da 17 punti e 11 rimbalzi a far capire che stiamo parlando di una grande prestazione; è piuttosto la sensazione che Avellino non possa prescindere da lui (e da Warren), che la rimonta può concretizzarsi solo con lui in campo, e che Williams possa al massimo fargli da riserva, niente di più. E’ uno dei pupilli di Markovski, che lo ha fatto esplodere quando entrambi facevano parte delle V nere, ed ora lo sta rendendo costante. Siamo certi che una persona, vedendolo in tv giovedì contro Teramo, avrà sorriso più di tutti: Carlo Recalcati.

Voto 7 al pick’n roll fra Poeta e Amoroso. E’ un modo per premiare i due giocatori italiani più simpatici, bravi e coraggiosi di questo lungo weekend. Poeta è un play ormai affermato: nei quarti di finale ha vinto la sfida personale con Best, segnando 18 punti, dando 4 assist, ma soprattutto giocando in maniera sontuosa il pick’n roll, prima con Amoroso e poi con Jaacks. E’ un po’ mancato nella semifinale, ma siamo certi che il ragazzo si farà, come direbbe De Gregori. Valerio è un pivot che tornerà più che utile alla Nazionale (Crosariol e Amoroso vanno a completare una batteria di lunghi di caratura elevata). Intanto si è messo in mostra nella cornice della Coppa Italia, con due super partite: 12 punti e 5 rimbalzi nei quarti, 23 punti (4/4 da due, 4/7 da tre e 3/3 ai liberi) e 4 rimbalzi in semifinale. La crescita di questi due ragazzi sta a cuore a tutto il basket italiano.

Voto 8 a Sharrod Ford. Merita un voto alto, per una serie di motivi: perché se Bologna avesse vinto, lui sarebbe stato l’Mvp della competizione, perché contro Roma e Teramo ha fatto il vuoto e anche contro Siena non è andato così male. Giocatore verticale se ce n’è uno, l’ex centro di Montegranaro fa soffrire in maniera bestiale le squadra che non hanno un pivot vero: contro Roma (oddio, la Virtus un “5” lo avrebbe anche, ma di Primoz abbiamo già parlato) fa 16 punti, prende 7 rimbalzi e regala 2 stoppate; contro Teramo (qui ci sono Brown e Amoroso, non proprio due centri purissimi) fa anche meglio, con una doppia doppia da 26+14 e 5 stoppate. Mostruoso. Contro Siena, che ha un centro puro e difende alla grande, il rendimento cala, ma anche uno solo di voi riuscirebbe a giudicare male una prova da 7 punti e 10 rimbalzi? Crediamo proprio di no.

Voto 9 a Shaun Stonerook. Il più giusto Mvp possibile per la finale. La partita di domenica offre lezioni di difesa, di aperture e di play-making. Il titolare della cattedra è il professor Stonerook. I numeri, anche se ottimi (10 punti, 14 rimbalzi e 5 recuperi), non danno l’idea della prova di questo capitano, vero cuore e vero cervello della squadra più forte d’Italia. L’immagine più bella è dopo la gomitata, del tutto involontaria, rimediata da un’entrata di Giovannoni. Ferita allo zigomo per Shaun, la canotta intrisa di sangue, lui steso sulla panchina a farsi medicare. Dopo pochi minuti è in campo a lottare, a recuperare palloni e ad inventare un passaggio per Lavrinovic che frutterà il fallo, la rimessa e i due punti decisivi di Domercant. Un monumento vivente.

Voto 10 alla Finale. Sì, abbiamo votato l’evento. Quella di domenica è stata la partita più bella dell’anno. Eze sembrava un bronzo di Riace, di Stonerook e Ford abbiamo già parlato, Boykins sgusciava come un furetto, Langford ha dimostrato un senso del dramma non comune, Mc Intyre ha tirato fuori gli attributi quando serviva di più. Siena e Bologna (intesa come Virtus) ci hanno regalato uno spettacolo favoloso. Noi, sentitamente, ringraziamo. Soprattutto perché il punteggio (70-69 per il team di coach Pianigiani) e l’andamento della partita ci hanno fatto capire che Siena non è imbattibile. Bologna, a quasi 30 secondi dalla fine, era avanti di 1 punto, e ha avuto anche la palla match. Sorvoliamo sul fatto che l’ultima difesa senese è stata a dir poco illuminante, ma la Virtus ci è andata così vicina che ci ha regalato una speranza. Forse i playoff non saranno così scontati…

Permetteteci di chiudere con un ricordo. La notizia della morte di Candido Cannavò ha scosso tutti coloro che vivono nel mondo dello sport. Lui fu un uomo di sport, uno dei più grandi giornalisti italiani, direttore per lungo tempo di un giornale importante come la Gazzetta dello Sport. Oggi non c’è più. Resterà il suo esempio per noi, che siamo aspiranti uomini e giornalisti di sport.





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