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Siena in trionfo, Bologna si arrende
22/02/2009, 23:16 - di Marco Bonfiglio


Finale emozionante e decisa nell'ultimo minuto da un canestro di Domercant dopo che Bologna era andata avanti guidata da Langford, i padroni di casa hanno due possessi per vincerla ma non riescono a tirare. Mvp della finale è Stonerook
Ci sono tradizioni che si spezzano e altre che continuano. Bologna, che si organizza la manifestazione in casa da tre anni, per la terza volta vede festeggiare sul proprio campo gli avversari dell'ultimo atto e stavolta ci vanno più vicini delle scorse due edizioni, proprio contro la squadra più forte. Siena, che si era sempre fermata da grande favorita al giovedì o al sabato, stavolta aggiunge il trofeo che le mancava ed entra definitivamente nella storia come una delle squadre più forti di sempre. Ma per portarsi a casa il ferro deve sudare tutta la partita, e freddo nell'ultimo minuto, perché la Virtus di queste Final Eight è un gruppo vero, che non si arrende, che ha risorse tattiche impreviste e che anche spinta dal pubblico ha la forza di tornare da meno otto a fine terzo periodo fino al più uno dell'ultimo minuto. Perciò vale la pena ripartire da quell'ultimo giro di lancetta: la zona 1-3-1 di Boniciolli ha messo in crisi Pianigiani, che decide di attaccarla con Lavrinovic e senza Eze, praticamente scegliendo l'arco come unica arma possibile. Di là c'è un quintetto improbabile con quattro piccoli, Boykins, Langford, Vukcevic e Righetti accanto a Ford e proprio l'esterno americano, il migliore tra i suoi, scippa Kaukenas e va ad appoggiare il 69-68 che fa sognare la Futurshow Station. Dalll'altra parte a 50'' dalla fine è Domercant a trovare la parabola del definitivo sorpasso, consacrando una Final Eight nella quale si è dimostrato giocatore da partite secche, probabilmente l'ultimo tassello che mancava alla creatura di Minucci. Quindi si va di nervi: Vukcevic perde una palla sanguinosa a 27'', Domercant lo imita con 4'' sul cronometro, timeout. Prima Langford scivola, la perde ma l'ultimo a toccare è Stonerook. Rimessa dal fondo e altra palla vagante, che finisce in mano a Siena, festa verde ed ennesimo boccone amaro per Sabatini. Ma è stata una finale vera, tra le più belle della storia delle finali a otto squadre. Siena ha fatto l'ultimo passo avanti, mentale, vincendo una manifestazione nella quale non è mai riuscita a imporre il proprio gioco ma ha trovato risorse diverse: aveva dominato con gli esterni contro Treviso, ha in Stonerook l'mvp della finale, una specie di Leonardo da Vinci del parquet, un polivalente e astuto lettore di situazioni tattiche, ma deve ringraziare anche Eze e Lavrinovic, ieri sera protagonisti negativi. Metteteci anche un Finley che guida la Mps quando uno spento McIntyre ha problemi di falli e avrete il motivo tecnico di un successo in volata, mentre Bologna al contrario dai lunghi ha le briciole, ma con gli esterni e la zona va a un passo dall'impresa.
La chiave - Si potrebbe dire che è stata la zona 1-3-1, anche alzata fino a metà campo, a cambiare la partita. Mossa che Boniciolli aveva brevettato nella coppa vinta lo scorso anno, e che gli stava dando la seconda. Ma la verità è che Siena queste Final Eight le vince con la propria difesa dell'area, e si torna all'antico discorso della propria metà campo che fa alzare i trofei. A Treviso aveva concesso il 38% da due, a Bologna lascia appena il 36%: La Fortezza soltanto nell'ultimo periodo riesce a tirare 4/6 in vernice, prima mai meglio del 42% e un orripilante 25% a fine primo tempo. Con Ford, Terry e Giovannoni annullati, l'altra mossa vincente della Montepaschi è a rimbalzo, dove sempre ha sofferto in stagione: il pareggio a 37 complessivi, ma la vittoria 12 a 10 in quelli offensivi, compensa un modesto 32% dall'arco, che è una freccia spuntata contro la zona nel finale ma aveva dato un vantaggio importante nel terzo periodo. E' nell'ultimo che Siena tira più spesso da tre che da due, 10 contro 6 tiri, ma deve alzare i ritmi perché Bologna va più spesso in lunetta, sfruttando la vena degli esterni nel prendersi i contatti, ed è insolito che i locali tirino 21 liberi contro i 13 degli ospiti. Il resto è un sostanziale equilibrio, come anche il punteggio finale conferma.
La statistica - Le 19 palle perse di Bologna sono nella norma di una partita di livello fisico estremo, ma ce ne sono sostanzialmente tre nell'ultimo minuto, troppe se è vero che bisogna essere perfetti per battere i campioni. E pesano più degli altri le 4 di Ford, che aveva fatto l'eroe contro Teramo e rimane nella scatola per 32 minuti nei quali rimbalza addosso a Eze e non può mai rollare dopo il blocco con Boykins, perché Stonerook e Eze, manca Ress nel secondo periodo, gli mettono il corpo addosso e lo rallentano.
L'eroe - Da anni si dice che Stonerook è il giocatore più intelligente del campionato, adesso aggiunge al titolo accademico anche quello concreto di mvp della finale. La sua presenza è più che diabolica, una calamita di palloni e di scelte esemplari: solo nel primo periodo aveva già un fatturato da migliore giocatore, segna subito una tripla, va a rimbalzo difensivo, ne spizza uno offensivo, impedisce i giochi a due di Bologna anche a sei metri dal canestro e già che c'è, tornando in difesa, si mette il trofeo di migliore giocatore in borsa, che dopo, con la vittoria di Siena, è pura formalità. Beccatevi le statistiche, rotonde più del cerchio di Giotto: 10 punti, 14 rimbalzi di cui 6 offensivi, 5 recuperi, 1 assist e 25 di valutazione. Sull'81 totale della squadra, più di un terzo è a sua firma. Serve altro?
L'antieroe - Detto di Ford, che in attacco è meno che scenografico ma a rimbalzo va in voce doppia, è tremenda la serata di Giovannoni: dovrebbe essere il nome giusto, tra il centro che non trova la vernice e Terry che ne rimane lontano, anche a causa di un infortunio alla schiena che lo tiene fuori per tutto il secondo tempo. La prima parte la fa, ma chiude a 1/7 dal campo con troppe forzature, troppe esitazioni, inusuali per un agonista come lui che in questo clima dovrebbe trovare il fertilizzante ideale. Invece anche nullo a rimbalzo e il -1 di valutazione è un grande rimpianto per Bologna e i suo tifosi.
Top 3 - Meriterebbe una citazione Finley, che quando è in campo al posto di McIntyre produce due parziali positivi, il primo sul 21-29 giocando con Ress come lungo, il secondo sul 50-58, da lui chiuso, con Lavrinovic. Per l'americano 8 punti e 6 rimbalzi, mentre il lituano che aveva deluso in semifinale prende fuoco nel terzo periodo contro la zona e anche se poi rallenta, i suoi 11 punti fanno sostanza. Ma ancora di più valgono i 4 rimbalzi, i 3 recuperi e le 2 stoppate, una delle quali rimanda al mittente anche Ford, per 16 di valutazione. Dall'altra parte, Langford è una spina che Pianigiani non riesce mai a togliersi dalla pianta del piede. L'unico veramente costante in 27 minuti di gioco, segna 20 punti in salse diverse: prima dall'arco, quindi buttandosi dentro, infine in contropiede sfruttando i suoi 5 recuperi e 3 rimbalzi. Perde anche 3 palloni, ma fa 21 di valutazione e difende anche su Kaukenas, praticamente togliendolo dal campo.
Flop 3 - Spiace mettere sul fuoco Vukcevic, che in 15 minuti segna solo una tripla, ma soprattutto è colpevole di 1 persa e la rimessa a 2'' dalla sirena che finisce in mano alle maglie bianche. Non piace affatto nemmeno Terry, che ha un inizio promettente con una tripla e quello resterà il suo solo canestro, con 1/7 dal campo, 0/4 da due, 4 rimbalzi e 7 di valutazione. Dopo i baccanali con Teramo, e viste le difficoltà di Ford, davvero troppo poco. L'avere tra i piedi l'mvp della partita non lo assolve, mentre la crescita di Domercant corrisponde allo sgonfiamento della camera d'aria di Kaukenas, che invece del sesto uomo abituale fa il quintettista ma chiude 18 minuti arzigogolati con 2 punti, 1/6 al tiro, 2 perse e -1 di valutazione. Siena vince anche con un esterno decisivo finito nello sgabuzzino, e anche con McIntyre che gioca una delle peggiori partite in carriera nonostante gli 8 punti, con 6 perse e -1 di valutazione. Vero che mette la tripla del 60-65 che fa ossigeno nell'affanno contro la zona bonicciolesca, ma non è lui l'uomo della copertina e la Montepaschi che vince senza due esterni del genere è un'altra dimostrazione della forza di questo gruppo. Quella che ancora Bologna non può avere, ma in prospettiva playoff la candidatura a seconda forza dietro i toscani, se Roma non si riprende, diventa notizia importante.


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