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FINAL EIGHT

Treviso da brividi
20/02/2009, 22:57 - di Marco Bonfiglio




Nel quarto di finale più bello, è la Benetton a imporsi contro una stupenda Montegranaro, grazie a una folle rimonta nell'ultimo periodo e dopo un supplementare incertissimo. Uno strepitoso Bulleri nei momenti decisivi è l'mvp



L'eroe in disgrazia, che non fa niente per smentire la fama recente per tre quarti. E la squadra piena di cuore, ma che ultimamente aveva giocato solamente con i tre americani, per una volta aiutata da un australiano con lo sguardo da boscaiolo e un greco appena arrivato che non si arrende mai. Ne viene fuori una partita modesta per tre quarti e assolutamente strepitosa nell'ultimo periodo, quando la Benetton riesce a ricucire il meno undici di fine terzo periodo, va anche avanti di due, viene raggiunta da Garris e serve un supplementare per decidere la terza semifinalista. Qui, si diceva, è Bulleri a mettere ancora la zampata vincente, con il canestro del 93-90 che a 6'' dalla fine certifica che la squadra di Mahmuti avrà anche problemi in trasferta, ma in campo neutro è tornata. Per forza il pensiero va alla rimonta di due anni fa, su questo campo, contro Siena, e non solo perché come quel giorno c'è un grande Soragna a compattare le truppe disperse, stavolta sotto le folate di Garris e Vasileiadis. In sede di preview avevamo detto che Montegranaro è una specialista dei finali in volata, ma ultimamente ci arriva con la lingua di fuori. Stavolta ha più risorse alternative rispetto al play e a Hunter, anche perché Minard si ferma a 38 minuti da 6 punti e 2 rimbalzi, però Finelli nel momento del ritorno avversario sta in campo anche con Chiaramello, Cavaliero, Filloy e Flamini contemporaneamente, ma il problema rimane difensivo visto che nell'ultimo periodo la Benetton per rimontare le cuce addosso 29 punti. I veneti hanno scelto Wood, a lunghi tratti disastroso, come play titolare e meno male che l'ultimo arrivato, cioè l'ex di un passato glorioso con la stessa maglia, si mette in testa di dipingere lo scenario più bello nella serata finora più importante della stagione. E' un soffio di vento lo scarto finale, ma premia la squadra con la rotazione più lunga.



La chiave
- Il tiro da tre punti di Treviso nell'ultimo periodo. E' insolito che una squadra sotto di undici riesca a rimontare in dieci minuti undici punti di svantaggio tirando solo tre volte da due peraltro segnando sempre, ma facendo 6/14 dall'arco e alzando l'intensità difensiva, mentre dall'altra parte Montegranaro non riesce più nemmeno a usare il cronometro. Puoi farlo se hai uno specialista della tripla pesante come Soragna, se Bulleri si ricorda che un tempo era l'italiano di punta del campionato, se Neal ne mette un paio, tra regolamentari e supplementari, da vero fuoriclasse.


La statistica
- In precedenza, per tre quarti, Montegranaro aveva invece dominato prendendo possesso imperioso della vernice. Alla fine comunque il suo 61% in vernice è un merito per una squadra che nella percentuale da due, in campionato nell'ultimo mese e in generale nelle sconfitte, aveva sofferto grandi pene. Vero anche che Treviso, con Nicevic e Renzi, non difende: è come lasciare le chiavi attaccate alla porta di casa e sperare che nessuno entri a rubare. Aveva trovato grande linfa, la Premiata, anche da Helliwell e da un preciso, ma poco coinvolto, Taylor. Ecco perché sarebbe bastato che quello 0/5 di Minard in area fosse appena più galante per andare in semifinale.


L'eroe
- Facile dirlo dopo una partita da 16 punti, 5 recuperi, 3 assist e 17 di valutazione, condita anche dal canestro finale della vittoria al supplementare. Ma a fine terzo periodo, dopo un layup sbagliato in contropiede e una persa da terza elementare, nessuno avrebbe messo la moneta sul titolo di mvp per Massimo Bulleri. Però l'aria di casa, quella dove è cresciuto e si è consacrato, gli ha rimesso nelle mani e nei polmoni anche la capacità di spaccare in due la partita. Il raptus finale, introdotto da un canestro dall'angolo dopo un possibile sfondamento non fischiato, riporta alla mente un giocatore decisivo che non si vedeva da sei anni. In questo momento, mentre a Milano fischiano le orecchie, la storia più bella delle Final Eight è sua.


L'antieroe
- Solitamente la Premiata non può fare a meno di Minard, che invece trova una serata anonima al tiro, 1/7 totale senza mai entrare nella melodia della partita, ma non è solo quello il problema. Poco propositivo a rimbalzo, distratto nella gestione dei palloni con 5 perse, vanifica anche la grande prestazione inaspettata del nuovo innesto greco. Una citazione anche per Wood, che lo scorso anno faceva il migliore play del campionato e adesso mette dentro 5 perse e 1 solo assist, e il definitivamente scomparso Cavaliero che chiude con 3 punti, 4 perse, -4 di valutazione e una confusione totale.


Top 3
- Chiaro partire da Vasileiadis, migliore marcatore della partita con 26 punti, 6 rimbalzi e 28 di valutazione, anche la tripla che tiene aperto il supplementare. Una prestazione gigantesca andando dove la difesa non può marcarlo. Di là ci sono Gary Neal, 22 punti e il rilascio più rapido al di sopra dell'appennino, e Soragna che con 13 punti, 5 rimbalzi e 16 di valutazione guida la rimonta quando nemmeno più i tifosi di Treviso, che chiedono di tirare fuori gli attributi, credono al miracolo. Strappo alla regola e quarto della lista è Wallace, classica doppia doppia da 16 punti, 11 rimbalzi, 30 di valutazione e una marea di situazioni tattiche decisive dove è protagonista, vedi uno sfondamento preso nel supplementare quando la Benetton mette definitivamente la freccia.


Flop 3
- Per Treviso, Lorbek minore è addirittura nullo: in 15 minuti 0/3 al tiro e -5 di valutazione. Detto di Minard e Cavaliero, anche Taylor non contribuisce a fare polpa per Finelli: gioca 18 minuti nei quali segna 6 punti con scelte precise in vernice, ma sbaglia due triple e soprattutto non porta rimbalzi, né valutazione. Bastava poco, per i due esterni di Montegranaro, per trasformare una beffa cocente in una qualificazione esaltante.





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