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VIRTUS ROMA

Azioni e reazioni a contorno del match
02/04/2012, 11:15 - di Cristiano Buffa




Cosa è successo in campo e a bordo campo durante Roma-Treviso? Lo spieghiamo in questo articolo, dando un commento sugli accadimenti



Gli avvenimenti di ieri sera nella partita tra Virtus Roma e Benetton Treviso necessitano di un chiarimento per ciò che è successo dentro e fuori dal campo.



I fatti in campo
– Partita nervosa, forse fin troppo sentita, tra due squadre che puntano ad un ingresso ai playoff comunque molto complicato. I primi sintomi si hanno nel terzo periodo, quando Becirovic, a seguito di un fallo commesso da Tucker, affronta l’americano faccia a faccia aggredendolo verbalmente. Tucker commette una sciocchezza, spintonando lo sloveno che finisce a terra e provocando la reazione dei compagni di squadra. Interviene Lanzarini che annuncia l’espulsione dei due giocatori segnalandola al tavolo. La reazione di Becirovic e della panchina di Treviso, guidata da Djordjevic , è veemente e costringe all’interruzione del match per diversi minuti. Lo stesso Djordjevic arriva persino a centrocampo a discutere con Lanzarini, invasione vietata dal regolamento e rimasta impunita. Al termine del teatrino messo in atto dalla panchina della Benetton, Lanzarini cambia inspiegabilmente scelta, mandando via il solo Tucker e permettendo a Becirovic di continuare a giocare. L’episodio provoca tensione tra gli spalti: Becirovic è preso di mira, Djordjevic pure. Il linguaggio del corpo del coach trevigiano è lungi dall’essere conciliante con l’operato degli arbitri, che però intervengono solo in occasione di un fallo di gioco commesso da Slokar su Becirovic lanciato a canestro nel quarto periodo. Il tecnico viene però chiamato alla panchina, ed è Facchini a fischiare per l’eccessiva animosità delle riserve Benetton. Nel clima surreale creatosi dopo l’espulsione di Tucker, Roma perde il bandolo della matassa e si fa rimontare quindici punti dagli ospiti, che ottengono un supplementare insperato grazie alle tre triple di fila di Marcus Goree. L’overtime si gioca pochissimo perché, all’inizio del quarto minuto, Djordjevic continua la protesta uscendo nuovamente dall’area tecnica. Facchini lo riprende, Djordjevic gli urla in faccia che non può contestarli l’uscita dall’area di pochi centimetri. La risposta di Facchini è la minaccia di un tecnico in caso di ulteriori parole pronunciate dal coach, parole che puntualmente escono dalla bocca del serbo. Facchini però, stranamente più morbido degli anni precedenti (ricordiamo tutti gli episodi di sei anni fa con il tecnico fischiato a Pesic per aver allargato le braccia a bordo campo e la seguente espulsione per insulti in serbo nell’intervallo della partita), lascia correre portando solo il fischietto alla bocca. Una volta giratosi l’arbitro, Djordjevic prende l’asciugamano e lo sbatte sulla sedia con un gesto plateale: Lanzarini e Caiazza intervengono sanzionando il tecnico con l’espulsione e mandandolo fuori dal campo.



I fatti fuori dal campo – Una volta espulso, Djordjevic esce lamentandosi e incontra il presidente Toti all’imbocco degli spogliatoi, col quale ha un’accesa ma educata discussione sull’operato arbitrale (certamente non la migliore prestazione dei grigi quest’anno) che si conclude con strette di mano tra i due. La confusione la crea il vicepresidente di Treviso Claudio Coldebella, un altro personaggio che ha precedenti contro la Virtus che basterebbero a giustificare l’astio nei suoi confronti da parte della piazza romana. Coldebella attacca verbalmente Toti urlandogli di vergognarsi e creando tensione in una discussione in cui non ce n’era. Toti reagisce rabbiosamente, fermato dagli stewards che allontanano i due. La scena è però vista dalla curva romana che si sposta in massa verso la zona dei giornalisti subito sopra il tunnel d’uscita, e la cui minacciosa migrazione viene fermata soltanto con l’intervento delle forze dell’ordine che si frappongono tra i gruppi di tifosi e il luogo della discussione. Il tutto si conclude senza particolari problemi, con la tifoseria che rientra in curva mentre la Virtus vince il match con i tiri liberi di Maestranzi e Datome. La scena non è certamente edificante e macchia un match che, prima dell’episodio tra Tucker e Becirovic, sembrava comunque scorrere senza particolari difficoltà di ordine pubblico.



Commenti – E’ probabile, anzi quasi certo, che la delicata situazione che stanno vivendo le due squadre giustifichi il nervosismo dei roster. Il recente lutto subito dalla Benetton (la scomparsa di Enzo Lefebre) è un’ulteriore motivo di debolezza psicologica, ma il comportamento messo in atto sul parquet del PalaTiziano esula dalla normalità e non fa fare una bella figura agli atleti coinvolti. Il comportamento di Coldebella è inaccettabile perché atto a destabilizzare ulteriormente un ambiente già caldo per i recenti avvenimenti. Ovvio che non si possa non puntare il dito contro la mediocre prestazione arbitrale, che indirizza ben due volte il match: in favore di Treviso nell’episodio tra Tucker e Becirovic, in favore di Roma nell’episodio dell’espulsione di Djordjevic. La cosa che preoccupa di più è comunque l’incapacità degli addetti ai lavori di evitare comportamenti che riscaldino la gente in tribuna, già aizzata dai fischi dei grigi. L’assurdo si riscontra soprattutto nel fatto che Coldebella interviene urlando in una discussione tra Toti e Djordjevic nella quale i due stavano dialogando animosamente ma cordialmente. E’ stato come gettare benzina su un fuoco che andava spegnendosi, non esattamente il comportamento che ci si aspetterebbe da un vicepresidente e general manager di una squadra di pallacanestro. Molto spesso abbiamo criticato l’atteggiamento di Toti nei confronti degli arbitri, è giusto farlo anche quando sono gli altri a commettere lo stesso errore. La speranza è che il senno prevalga prima o poi sulla passione, consentendo di vedere sui campi di gioco uno spettacolo sportivo, non un’arena nella quale vince chi urla di più. Speranza probabilmente vana.





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