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Ancora overtime, ma stavolta per Roma c’è Djordjevic
02/04/2012, 02:36 - di Emanuele Blasi


Il coach avversario prende tecnico ed espulsione a 30 secondi dalla fine dell’extra time consegnando su un piatto d’argento la vittoria alla Virtus. Anche sul +15 nella terza frazione, la squadra di Calvani si fa rimontare rischiando la sconfitta più volte, sonnecchiando per due tempi e accendendo gli animi per una semi rissa tra Tucker (espulso) e Becirovic (graziato). Parapiglia in tribuna tra Toti e Coldebella (su cui ci soffermeremo in settimana) , ed anche per questo gara davvero brutta: il supplementare però, consegna ai capitolini la possibilità di credere ancora in un posto playoff
Alla fine, che non si trattasse di una gara normale, bisognava capirlo dal risultato, 102-99, overtime e gara vinta dalla Virtus, prima volta in questo campionato con ben quattro illustri precedenti oltre i 40 minuti regolari finiti nel calderone delle 14 sconfitte stagionali. Quasi un segno del destino, di come una partita quasi mai ‘partita’, se l’aggiudica un Calvani che ha dato identità alla sua squadra e tiene il lumicino dei playoff acceso. Lo spettacolo non è dei migliori, avrà pensato più volte l’intero PalaTiziano, preso a fischiare e sbraitare contro arbitri, avversari ed allenatori dell’altra panchina, visto che in fondo, c’è un punto di partenza e chiusura di lettura gara: Roma la spunta perché sul +2 Treviso a 30 secondi scarsi dalla fine, coach Djordjevic - irritante per larghi tratta di gara - decide di sfidare la sottile (seppur diversa, ormai) pazienza di Facchini rispondendo alla richiesta dell’arbitro di rientrare nella sua area tecnica, e non contento di averla scampata, lancia un asciugamano verso la propria panchina, prendendosi tecnico per il gesto ed espulsione per l’entrata in campo successiva. Quindi, 4 liberi consecutivi che Datome mette in fondo alla retina spedendo Roma sul +2, che diventerà +6 in un amen grazie alla girandola di liberi (ben 10) tra Maestranzi e Mordente. Il suicidio sportivo del coach serbo è il riflesso perfetto di una partita giocata in maniera mediocre da entrambe le squadre, dove Roma ha saputo districarsi per alcuni tratti grazie ai rimbalzi offensivi di Slokar e la presenza in area dell’atletismo di Varnado - ricchezza vera e uomo della provvidenza, ormai - mentre Treviso è stata brava a credere nei limiti offensivi romani rimontando un -15 dal 58-43 della terza frazione, quella che ha nel parziale di quarto 33-28 il cuore della gara, ed è in pratica, la verità assoluta di pazzia ed incostanza in campo. Dopo un primo tempo a ritmi blandi e poco cestistici, Roma segna con Gordic tre triple e firma quello che potrebbe essere il break decisivo, condizionale d’obbligo visto che Tucker, (9 punti nel primo quarto, poi male con 4/10 al tiro), decide di litigare con Becirovic con risultato che Lanzarini prima espelle entrambi, poi torna sulla decisione e butta fuori solo l’americano, graziando l’ex che da quel momento in avanti, è il bersaglio numero uno dell’intero Palazzetto. E non solo, visto che una gara priva di verve, s’accende di colpo trasformandosi in uno scontro all’ultimo punto, con Treviso che nell’ultima frazione, pesca dal cilindro tre triple consecutive di un Goree (25 punti) letteralmente fuori controllo offensivo per Roma, chiudendo i giochi regolamentari sull’83 pari. La pecca romana è sempre la stessa, quando occorre controllare la gara, la Virtus non ha un play cui affidare la propria sorte, eloquenti le due perse dal duo Maestranzi-Gordic in due azioni consecutive allo scadere dei 40’, e su questo deve ringraziare Datome che segna quando serve e coach Djordjevic per il gesto descritto in precedenza (che ha avuto un seguito tra Toti e Coldebella nel tunnel d’uscita campo e che vi racconteremo in settimana con tutti i dettagli del caso). Roma raccoglie ciò che Treviso semina, vittoria sofferta, superata proprio la squadra veneta in classifica: se utile ai playoff lo scopriremo più avanti.
I numeri – Roma ha 40 rimbalzi contro 34, ma un potere evidente sotto i ferri soprattutto con Slokar e Varnado, gli stessi che aveva dato il via alla vittoria contro Caserta una settimana fa. Le percentuali al tiro sono le stesse da due, 51%, e assai diverse dalla distanza, non nella percentuale, 41%, ma nella quantità di tiri che vengono presi, basti pensare come Treviso spari 31 volte dall’arco e ne metta solo 13 (Roma 7/17). Stavolta, stranamente, la Virtus trova precisone nei liberi e questo si rivelerà prezioso per il risultato finale, ma a testimonianza che sia una gara brutta, le 16 e 15 perse rispettivamente della Virtus e della Benetton sono una prova schiacciante.
I protagonisti – Marcus Goree è senza dubbio l’mvp della gara, 25 punti, 4/4 dall’arco, 5 rimbalzi, 2 assist e 31 di valutazione, cifre che accrescono nella fase finale della gara, quella decisiva. Segue Datome con 23 punti, ma è fondamentale il lavoro che fa Varnado, 20 punti, e Slokar, 15, con 9 e 8 rimbalzi e 30 e 20 di valutazione. Sani Becirovic vive una gara a strappi, ne mette 16 a referto ma viene steso da Slokar in contropiede, uscendo con un gomito dolorante: non bella la scenata contro Tucker che significa espulsione della guardia. Menzione particolare al 3/4 di Gordic nella terza frazione: senza l’exploit di Goree sopra citato, avrebbe detto vittoria romana con un quarto d’anticipo.
Cronaca – Ci sono Slokar, Datome, Gordic, Tucker e Varnado in campo, a Mekel risponde Datome, prima della schiacciata di Varnado e ancora una bella penetrazione del play di Treviso, è 4-5 al 3’. Roma sfrutta bene il pick n’roll con Tucker che schiaccia, ruba con Gordic ed ha ancora Varnado come valvola di sfogo contro un Ortner irriconoscibile – non a caso Djordjevic lo toglie per Cuccarolo e s’affida a Bulleri per Mekel. Roma all’ 8’ sta 15-8 con il jump di Tucker, e Calvani butta nella mischia Kaziouzis e Mordente, di contro ci sono due canestri dell’ex Becirovic troppo libero d’agire proprio contro la guardia ex Milano, ci pensa ancora Tucker con la tripla del 21-15 con cui si chiude il quarto e con cui mette a referto una prima frazione da 9 punti.
Non si riprende come si era chiuso, Roma non segna con continuità e Mordente regala un paio di possessi aspettando il blocco di Varnado, il primo graziato dall’arbitro, nel secondo ci pensa Maestranzi di slancio sul parquet. Treviso è, comunque, poca roba, ha un canestro di Ortner ma poco dai suoi esterni, tanto che prima Slokar poi Kaziousis tengono Roma avanti giustamente 25-19 al 14’, Calvani da riposo a Tucker. Per la poca consistenza di Treviso sotto i ferri, Roma dovrebbe avere un vantaggio più ampio, ma la squadra di Djordjevic tira con buone percentuali e trova in Mekel un ottimo regista, Viggiano dall’arco ed un recupero del play polacco mettono Treviso ad un possesso, 29-26, Roma si scuote con la tripla di Datome prima di una dall’angolo di Tonolli dalla triste parabola senza ferro ne rimbalzo amico. Aggrappati ai rimbalzi offensivi di Slokar, 2 dei 3 totali, la Virtus potrebbe anche sfruttare l’ultimo possesso con Tucker: corto (trasformazione dell’americano che ora tira con un pessimo 38%, 3/8) e sirena lunga sul 34-30.
Palloni che si stampano sui piedi, arbitri che chiedono ai giocatori se il pallone è entrato dopo un fallo, schiacciate mancate, passi. La gara torna nella sua più ampia bruttezza, almeno Varnado si prende il pitturato ed è un bel vedere, canestro rovesciato su suo stesso errore e rimbalzo offensivo, liberi del 41-30 su cui Roma costruisce lo strappo del 7-0 al 22’. A Treviso non bastano le triple di Viggiano, visto che Slokar contro Goree non è un duello dal momento che il centro virtussino fa come vuole al rimbalzo, e visto anche che Gordic, piedi a posto, raccoglie due assist che trasforma in triple in un amen, è di nuovo +10 Roma, 50-40 al 25’. Treviso perde completamente il confronto sotto i ferri, Datome ne approfitta mettendone 5 consecutivi e se gli ospiti non cadono è solo grazie a Becirovic, 4 punti ed un assist nel deserto cestistico bianco verde. Roma tocca il +15, poi, quello che non t’aspetti: Tucker e Becirovic s’attaccano in campo, Lanzarini espelle prima entrambi per poi tornare sui suoi passi, fuori solo l’americano tra i fischi generali, Calvani chiede spiegazioni e la guardia dalla lunetta mette 4 liberi consecutivi – fallo e tecnico – che sommati alla tripla di Moldoveanu e l’appoggio di Ortner, significano break 0-9 e punteggio 59-56 al 28’. Partita riaperta da un’ingenuità, se non fosse che la pochezza di Treviso è evidente qualche secondo dopo, Kaziousis mette tripla e la difesa avversaria regala fallo sotto contro Slokar, due liberi e punteggio rimesso al sicuro, frutto anche del 3/4 di Gordic solo in questo quarto che sulla sirena dei 30’, è 67-58.
Torna Becirovic tra i fischi - che stranamente ne condizionano le giocate iniziali – Varnado segna dalla lunetta il +11 ma Treviso segna due triple consecutive con Thomas e si riporta ad un possesso, 71-69, serve un recupero assurdo di Mordente per tappare un contropiede e per svegliare Roma e Facchini, suo il fischio di un dubbio antisportivo proprio su Thomas e liberi della provvidenza ancora di Varnado, 73-69 a 5’ dalla fine. La partita, ormai, è un inferno: Becirovic ruba e Slokar lo stoppa in contropiede, la terna arbitrale fischia fallo (?) e dà tecnico alla panchina di Treviso, Bulleri ne mette solo 1 mentre Maestranzi ne mette 2, 75-73 e palla in mano Roma. La roulette dei liberi premia ancora Roma con il 2/2 del migliore in campo Slokar al 37’, Calvani mette Gordic guardia tenendo Maestranzi mentre Becirovic viene vistosamente fasciato al gomito destro per rientrare, un lob inspiegabile di Maestranzi per Varnado regala una tripla a Goree a segno, 79-77 ad un minuto e mezzo dalla fine. Quando t’aspetti che il play di turno prenda in mano con tranquillità la gara, Roma è tradita proprio dai suoi due entrambi in campo, anche Gordic regala un possesso a Treviso, che ringrazia ed addirittura con Goree – ancora lui e ancora dall’arco – sorpassa sul 79-80 ad 1’. Datome dalla lunetta contro sorpassa, ma Goree segna ancora la tripla (terza consecutiva) e la Virtus pende dalle mani di Varnado ai liberi, parità sull’83 ciascuna con 38’’. Bulleri si prende il tiro, Roma ha ancora due falli da spendere e lo fa con Gordic e Maestranzi facendo correre il tempo, con 4 secondi Treviso vorrebbe aiuto dagli dei del basket con Becirovic, ma è overtime.
In cui, si materializza tutto quello descritto prima. Datome segna anche se Maestranzi regala palloni, e l’assioma virtussino non torna se nell’azione successiva anche Gordic deve essere in vena di regali, almeno l’italoamericano mette una tripla, anche se Goree non smette di segnare e ad un minuto, è 90-89 Roma. Bulleri segna dalla distanza, Datome pareggia ed è la fotocopia del precedente quarto, 30 secondi e palla in mano a Treviso, con fischio molto dubbio che regala due liberi a Goree, 92-94 con 26’’. Calvani chiama timeout, al rientro in campo ecco ri-succedere di tutto: Djordjevic è fuori dalla sua area tecnica, viene richiamato dagli arbitri più volte, Roma sta per rimettere e l’allenatore tira violentemente un asciugamano in panchina, tecnico stavolta. E non basta: il coach entra in campo, espulso, 4 liberi per Roma con Datome infallibile, seguito a ruota dalla lunetta da Maestranzi, Mordente e ancora Maestranzi, 102-99, cioè vittoria Roma.
LE PAGELLE di Cristiano Buffa
Gordic - Gioca spesso il pick and roll con Varnado, raramente servendo il rollante e provando quasi sempre la penetrazione a canestro. Nel terzo periodo si accende, guidando Roma con canestri da tre e regia per i lunghi della Virtus che godono di inaspettata libertà sotto canestro. Va in confusione un paio di volte nel finale, contribuendo alla dispersione del vantaggio che porta all'ennesimo overtime stagionale. Non pervenuto nella prosecuzione, il bilancio finale (17 punti e 3 rimbalzi) è comunque soddisfacente. Voto 6,5
Tucker - Forza molto la conclusione, non sempre motivatamente. Verrebbe il sospetto di un poco interesse per le sorti della squadra se non avessimo visto le partite precedenti: il primo quarto però è produttivo, con nove punti che danno il vantaggio alla Virtus. Nel terzo periodo commette una follia, spintonando Becirovic e rimediando una sacrosanta espulsione che crea un vortice di proteste e discussioni a bordocampo, complice una decisione di Lanzarini che torna sui suoi passi in merito alla concomitante espulsione dell'italo-sloveno. Voto 4
Datome - Silenzioso in attacco, anche perchè di tiri ce ne sono pochi per chi non abbia il 24 sulla schiena. Nel secondo quarto piazza la tripla del +6 che interrompe la rottura prolungata in cui era caduta Roma nel ritorno della Benetton. Il secondo tempo è una fiera dell'utilità: 18 punti dei 23 totali, 8 rimbalzi e la fiumana di tiri liberi che portano la vittoria nell'OT. Voto 7,5
Slokar - Si becca un cambio punitivo per i quattro punti consecutivi di Becirovic, che trova l'area troppo sgombra. Sgobba sotto i tabelloni contro Cuccarolo, molto più pesante di lui, e Ortner, che lo mette in difficoltà con il tiro dalla media. A rimbalzo però domina, toccando praticamente tutti i palloni che gli arrivano a tiro e mandando ai matti il marcatore di turno. È protagonista però del dilemma tattico che porta le tre triple di Goree in chiusura di quarto periodo, causando il supplementare. Voto 6,5
Varnado - Partenza sprint con inchiodata su rimbalzo offensivo e stoppata a Goree. È sicuramente il migliore dei suoi, insieme a Slokar forma la coppia di lunghi più affidabile per Calvani. Terrorizza le guardie in penetrazione, ha un atletismo che nessuno dei centri di Treviso può contrastare. Già punto di riferimento per i giochi d'attacco, colleziona falli e tiri liberi chiudendo a 20 punti e 9 rimbalzi, 10/12 ai liberi e 7 falli subiti. Dominatore. Voto 8
Maestranzi - Solito ingresso dalla panca, ha il suo da fare a superare il pressing che Djordjevic chiede ai suoi per rientrare nel punteggio. Rimane seduto per tutto il terzo periodo, nel quale la Virtus segna 33 punti e Gordic infila tre triple importanti. Rientra nel finale, lanciando un paio di palle assurde per Varnado che fatica di più a leggere i passaggi del compagno che ad attaccare contro Ortner. Nel supplementare completa l'opera con l'ennesimo pallone gettato, stavolta direttamente nelle mani di un incredulo Goree. Voto 5
Kakiouzis - Poco mobile, in attacco è una guardia aggiunta nell'uscita dai blocchi e costringe Treviso a quintetti anomali che aprono l'area per Slokar e Varnado. Lo scarso impiego ne limita la pericolosità offensiva e la conseguente validità della prestazione. Voto 5,5
Mordente - Speso come difensore nel quintetto a tre piccoli, sente il peso di giocare contro la sua Benetton. Coinvolto maggiormente dopo l'espulsione di Tucker, recupera un pallone fondamentale a Becirovic impedendo il pareggio a quota 71 subito prima dell'antisportivo di Thomas che riporta Roma avanti di quattro. Seduto nel finale di gara, gioca l'intero supplementare senza infamia né lode. Voto 6
Tonolli - Cameo nel secondo periodo, nel quale registra un airball e tanta voglia, poco supportata da giocate importanti. Voto n.g.
Calvani - Una cosa è sicura: con lui la squadra ha acquisito un'identità che prima non aveva. Si gioca i due lunghi finché Goree non spacca in due la gara con tre triple di fila, a quel punto sposta Datome da quattro sacrificando Slokar ed è pure costretto al doppio playmaker per via dell'espulsione di Tucker. Inorridisce di fronte ad alcune scelte dei suoi nel quarto periodo ma tiene saldo il gruppo al rientro dei trevigiani. La partita l'aveva vinta prima della follia di Tucker, la rivince con il finale di terzo periodo e l'inizio del quarto, poi i due punti glieli dona gentilmente il dirimpettaio Djordjevic con l'espulsione a fine gara che genera dieci tiri liberi consecutivi per l'Acea. Comunque positivo. Voto 7


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