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Virtus Bologna: se il 2010 si vede dal mattino...
04/03/2010, 10:34 - di Marco Bogoni


 
 Lino Lardo ha plasmato la Virtus a sua immagine e somiglianza |
La Canadian Solar ha iniziato il nuovo anno con il piede giusto: 6 vittorie su 8 partite di campionato, finale di Coppa Italia e l’impressione di non volersi accontentare.
La stagione delle Vu Nere è iniziata a fari spenti, senza proclami presuntuosi dopo una campagna acquisti estiva rivolta al risparmio. L’infortunio in preseason di Collins, il giocatore su cui era stata posata la prima pietra della nuova stagione bianconera, aveva fatto presagire ad un’annata infausta. E invece la truppa di Lardo in mezzo alla diffidenza iniziale e alle difficoltà è riuscita a forgiare una tempra forte, tenace e battagliera. Nel 2009 la Virtus Bologna ha avuto una percorso costellato di alti e bassi. Il numero delle vittorie in casa (3) è stato lo stesso di quello dei successi in terra nemica, a dimostrazione di come la Futurshow Station non si sia rivelata un fattore determinante. Poi è arrivato il 2010 che ha portato con sè il 75% di vittorie e l’imbattibilità casalinga in campionato. Le uniche sconfitte in campionato del nuovo anno sono arrivate contro la Montepaschi e contro Montegranaro, l’altra squadra italiana più in forma del momento. A tutto ciò bisogna aggiungere la quarta finale di Coppa Italia consecutiva, la seconda persa contro la Montepaschi. Fra le quattro finali delle Final Eight disputate, l’ultima è quella di maggior valore perchè ottenuta fuori dalle mura di Bologna. La crescita prodigiosa della squadra di Lardo schiude nuovi orizzonti, parlare ora di secondo posto non è più un tabù. Il coach bianconero lo sa bene e per questo cerca di buttare acqua sulle fiamme degli elogi rivolti alla sua squadra. Il 2010 bianconero non deve ingannare: la Virtus continua ad essere una squadra priva di stelle, di giocatori dal pedigree importante e la forza della Canadian Solar deve rimanere l’umiltà di volersi sempre migliorare e la coesione del gruppo. Senza quei due elementi le Vu Nere diventano una squadra mediocre in grado di poter perdere con tutti (RietiNapoli esclusa).
Il 2010 ha cambiato la situazione a diversi giocatori virtussini. LeRoy Hurd sembrava ad un passo dal taglio, le forbici erano già pronte, ma squadra che vince non si cambia e così Lardo e Faraoni continuano a blindare il gruppo e a rifiutare modifiche. La pazienza del coach e del General Manager è stata premiata e Hurd, nell’ultima partita casalinga contro Teramo, è tornato su livelli più che discreti (10 punti conditi con 5 rimbalzi per un complessivo 15 di valutazione). Anche il patron Sabatini, colui che voleva epurare l’ex Scavolini, è dovuto tornare indietro sui suoi passi e dichiarare: “Se Hurd è quello delle ultime partite non ritengo sia giusto un taglio, ma deve consolidare queste prestazioni”.
L’altro giocatore che ha beneficiato del nuovo anno è Petteri Koponen. Il bimbo venuto dal Nord è maturato, ha acquisito sicurezza e non è più la meteora della scorsa stagione. Koponen è ufficialmente uscito dalla crisalide e ha avuto la definitiva consacrazione durante le Final Eight di Avellino. Il finlandese è stato il giocatore più costante della Virtus durante le tre partite della manifestazione. In finale contro Siena ha quasi riaperto una partita virtualmente già chiusa grazie ad una raffica di triple. La Canadian Solar può attendere con calma l’inserimento di Collins all’interno del meccanismo lardiano (per il momento il playmaker di Crisfield ha mostrato tutto il suo talento solo a sprazzi), sapendo che può contare tra gli esterni di un giocatore che un giorno calcherà i parquet della NBA.
Ad Aprile rientrerà nei ranghi Brett Blizzard. A quel punto ci potrebbe essere una staffetta tra l’italo-americano e Patricio Prato che potrebbe destabilizzare lo spogliatoio. Il compito di pompieri spetterà ancora una volta a Lardo e a Faraoni. Se il traguardo del secondo posto in classifica è troppo ambizioso oppure no lo diranno le trasferte del girone di ritorno (Milano, Avellino, Caserta, Treviso, Pesaro, Roma). La gloria passa da qualche saccheggio illustre.


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