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VIRTUS ROMA

Continua la salita, Roma trova Avellino sulla strada dei playoff
13/02/2010, 00:33 - di Emanuele Blasi




Scene d'andata (Ciam-Cast)

Di nuovo a mezzogiorno la partita in casa dell’Air distante solo 2 punti, oltre ad un aggancio in classifica, vincere in trasferta contro la squadra di Pancotto varrebbe molto in termini di forza e continuità, per alimentare una scalata alla vetta che ha il sapore del gioco ritrovato e dei playoff, mesi fa tremendamente lontani dalla capitale



Lottomatica Roma – Finalmente, dopo le tempeste d'acqua, anche d’inverno Roma vede un po’ di neve al suo risveglio. Le vittorie, partendo da Varese e percorrendo tutto lo stivale con Milano, Napoli, Caserta, Cremona e Treviso, togliendo il passo falso contro Bologna, consegnano una Roma motivata e convinta. Ma dove si sorride per quanto si produce nel rettangolo di gioco, si ritorna ai fasti passati vedendo l’infermeria riempirsi nel momento di maggiore sforzo emotivo e lavorativo, l’unica nota lieve è il rientro di Datome (anche se a mezzo servizio) dopo che l´ematoma al ginocchio destro è sparito, mentre la tegola più spinosa è l’assenza di Hutson dagli allenamenti di tutta la settimana. Si proverà ad insistere per un recupero, ma le probabilità, quando non ti alleni per 7 giorni, sono al lumicino. E ragionando anche sui dolori alle spalle di Giachetti e Minard, due dei migliori interpreti di domenica scorsa della vittoria contro la Benetton, che non hanno permesso ai due di concludere gli allenamenti per due giorni consecutivi, allora la situazione si complica dannatamente. L'americano non ci sarà e si aggiunge all'altro assente, Hutson, a rendere la situazione degli infortuni particolarmente delicata. Con Datome e Giachetti ancora convalescenti, la rotazione degli esterni si ritrova improvvisamente povera e ci sarà un grande utilizzo di Winston e Vitali per garantire a Jaaber il ruolo di due. Una frenata che non ci voleva. E nel momento più bello.

Air Avellino – Da Avellino non arrivano grandi notizie, segno positivo di come, oltre all’organizzazione delle Final Eight, l’obiettivo Lottomatica sarà affrontato a pieno regime. Dall’esperienza di Pancotto arriva la tranquillità che proprio l’evento di Coppa Italia non disturbi la voglia di ripetere quanto fatto all’andata al palazzo, e per questo da più parti e da tutti gli addetti ai lavori, si predica calma e attenzione dall’inizio della settimana.

Ricordi – Roma comanda di autorità gli scontri diretti, 5 contro 20 le vittorie degli irpini sui romani (e un pareggio), e 3 a 8 quelle ad Avellino. Oltre a questo, Roma ha vinto anche le ultime 6 gare in terra campana, e trovare l’ultimo successo interno per l’Air vuol dire scavare nel passato del 2004, quando si impose 65-61. Anche Boniciolli ha dalla sua la serie positiva contro Pancotto, il coach triestino distacca il collega di due vittorie, 5 a 7. La storia pende sul giallorosso.

I numeri, le chiavi – Partita migliore, tolto lo scontro al vertice tra Milano e Caserta, non poteva esserci. Roma nella sua striscia di 3 vittorie consecutive, il lavoro di Boniciolli sulla testa, prima, e sulle gambe, dopo, ha trasformato la Virtus che piano piano sta ritrovando fiducia e gioco. Avellino tenacemente nei piani alti della classifica con 20 punti e pronta ad accogliere il suo mentore da Final Eight non meno di due anni fa a braccia aperte. A vederla ora, nessuno pensava di potersi godere nel mezzogiorno domenicale (Roma è ormai abituata a giocare nel matinée) uno scontro al vertice, non tanto per i roster, ma per una situazione di crisi nera da parte della capitale che costringeva tutti a guardare in basso e non in alto non meno di tre mesi fa. Dopo aver fatto i preparativi con Treviso, questa è la prima volta che Roma ha l’occasione di dare una scossa pesante al suo campionato, due punti che in un colpo solo vorrebbero dire aggancio agli irpini in classifica a quota 20 e definitivo lancio alla conquista di un posto nei playoff. Ma la formazione di Cesare Pancotto non è esattamente la migliore da incontrare per le caratteristiche di Roma, e la capitale arriva allo scontro decisamente in difficoltà di uomini. All’andata, Gentile fu letteralmente sommerso dalle scelte del coach biancoverde che chiuse le porte nel pitturato con Troutman su Hutson, accettando una condotta di gara quasi esclusivamente portata avanti dal perimetro e senza mai alzare i toni della contesa sulla corsa e sull’intensità. Ha classe la squadra campana, e certamente la metterà nelle circolazioni veloci di palla e nello sfogo sotto proprio per Troutman che in vernice, quest’anno, ha trovato pochi rivali seri. Roma, con gli assenti delle ultime ore, accusa un pesante colpo proprio nella sua forza maggiore, la panchina lunga. Rientrerà Datome, ma non si possono aspettare miracoli da un giocatore lontano dai campi praticamente dall’inizio della stagione. Gli allenamenti di rifinitura saranno fondamentali per capire quanto Boniciolli possa attingere dai suoi sesti, settimi, ottavi uomini, contro un avversario scomodo e tra le mura amiche. E’ bene sottolineare come però, nonostante le presunte assenze, e al di là delle doti della sua formazione, Pancotto non possa stavolta accontentarsi solo di preparare bene la gara e magari aggiustare un po’ le scelte in corsa, se non altro per l’intensità difensiva vista da Roma contro la Benetton, un’ottima garanzia di come la capitale sappia, in questo momento, chiudere le due linee difensive in maniera corretta. Per questo, i padroni di casa sposteranno le loro attenzioni offensive sulla coppia Dee Brown e DeMarcus Nelson, ovvero su quegli esterni fortuna dell’Air, straordinario inizio da parte del primo americano ora a conduzione di 16 punti di media a gara, pesante l’apporto del secondo con 11 di media e un gioco sugli esterni che spesso lo porta ad essere letale dal perimetro piedi a posto. Non a caso, proprio Brown conduce i suoi nella classifica degli assist (33), facendo ruotare tutto il meccanismo attorno a lui, anche con il ritrovato dall’infortuno Cenk Akyol utile a giocare su due ruoli di guardia e ala. In questa parte di campo, Boniciolli può scommettere sul figliol prodigo Jaaber e sulla voglia (mai persa) di difendere il bottino, con lo stesso incerottato Minard ritrovatosi importante in tre gare dopo essersi visto mettere le valigie fuori dalla porta su più fronti. Sarà importante vedere come la Virtus voglia sacrificarsi in difesa prima di concludere in attacco, la chiave della gara, e come i progressi visti possano far arrivare le mani sui tiri aperti che Avellino all’andata, e in gran parte del campionato, vorrà prendersi con i suoi esterni letali (vedi anche Porta nelle percentuali dal perimetro). Si sposta l’attenzione fuori per non vedere come, sotto il cotone, Troutman avrà vita più facile con l’assenza forzata di Hutson, il confronto con Crosariol, soprattutto quello delle ultime prestazioni, è probante, scriviamo di un giocatore da 7 doppie doppie in 17 gare, e dello stesso centro che all’andata banchettò anche con la presenza dell’americano nel pitturato. Fondamentale, e come non potrebbe esserlo, il lavoro che metterà a suo modo Gigli, per arginare non solo la mancanza di “tatto” nel reparto lunghi, ma anche nel chiudere l’apporto del duo polacco Szewczik e Dylewicz, e la splendida conferma del talento di Dragicevic, capace di rispondere a quel punto interrogativo cui Roma ha cercato una soluzione da inizio campionato. Il suo attaccare il canestro, con la capacità di essere pronto sia sul perimetro che nella sua posizione di ala, fa del nuovo arrivo una pedina fondamentale della gara per Roma, anche per quanto dimostrato contro Treviso, dove neanche la scelta di 4 piccoli di coach Repesa, ha limitato le chiusure dei 206 centimetri serbi nell’uno contro uno. Due gare e 14 punti di media oltre ad un aiuto alla manovra fondamentale per Boniciolli, che accanto a Tadija punterà di nuovo su Vitali a dettare i ritmi di gioco e liberare tutti gli ibridi nel ruolo di guida da affanni non propri. Con l’ala serba e il play di San Giorgio di Piano, la Virtus trova due soluzioni tanto diverse quanto fondamentali per dare un’impronta diversa al suo gioco, e proprio con i suoi due interpreti assenti all’andata, può costruire un’altra prestazione vincente come quelle di due mesi a questa parte. In tutto questo, comunque meglio ricordare come, tra una settimana, la Virtus starà a guardare da casa le Final Eight di Coppa Italia senza potervi partecipare e competere. La lezione farà riflettere.





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