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Delusione Italia, la finale non arriva
03/07/2009, 17:47 - di dall'inviato Emanuele Blasi


 
 Aradori in azione, ma non è bastato (Ciam-Cast) |
Finisce 104 a 108 per la Croazia una semifinale in cui gli uomini di Recalcati rincorrono quasi sempre gli avversari, e in cui i 30 di Daniele Cinciarini e i 29 di Aradori non bastano per centrare la finale per l'oro. Adesso almeno il terzo posto contro la Turchia (Roseto, sabato 4 ore 15.00), poi si faranno tutti i ragionamenti del caso
Brutto perdere, farlo così ancora di più. L’Italia di Recalcati non supera l’ostacolo Croazia, e non accede alla finale per l’oro nei Giochi del Mediterraneo. In una partita tutta a rincorrere gli azzurri alla fine non meritano la vittoria finale, avendo messo oltre l’ostacolo solo il cuore e non, per buone parti della gara, anche l’esperienza che il nome Italia meriterebbe. Ma andiamo con ordine rigoroso. Come al solito l’Italia deve fare i conti con un’ altra assenza pesante, stavolta è quella di Datome (nella partita contro la Serbia ha rimediato una botta al polpaccio), ma almeno ritrova a rapporto da Recalcati i due Cinciarini, guariti dai loro rispettivi infortuni, uno dei quali, Daniele, in campo dall’inizio insieme a Bolzonella e Rinaldi, liete sorprese della partita contro la Serbia. Il coach così sceglie ancora un quintetto diverso in partenza, lasciando in panchina D’Ercole. Ad aprire le ostilità stavolta è il fresco rientrante alla Virtus Roma Andrea Crosariol (ha firmato nel pomeriggio un contratto che lo lega alla capitale per quattro anni), con un’inchiodata delle sue, ma l’Italia appare inizialmente stanca e soffre troppo la fisicità del duo Pasalic e Tomic sotto i ferri contro Rinaldi e proprio Crosariol, con il risultato che già dopo 5 minuti la Croazia scappa via sul 13-20 con una tripla di Rancic e una difesa ben perfezionata nei meccanismi della zona, e gli azzurri si aggrappano ai fratelli Cinciarini che cercano di rispondere dal perimetro al 5/6 da tre nei primi 10 minuti della guardia croata. Che però insiste e martella il ferro azzurro, realizzando solo nel primo quarto 17 dei 29 punti finali, mandando i suoi avanti anche di sette, 18-25, e scombinando i piani azzurri in una difesa che passa dalla zona ad uomo senza mai definirne una. Sul finire del quarto, la tripla di Allegretti ridà ossigeno agli azzurri che con i due punti di Cittadini si aggrappano alla Croazia 28-33 senza permettergli un pericoloso allungo. Il secondo quarto si apre come è finito il precedente, Cittadini avvicina ancora i suoi sul 30-33, ma Rancic continua il suo rapporto d’amore con il canestro azzurro dal perimetro e bombarda letteralmente con un 7/8 da record, 25 punti in 20 minuti, dall’altra è Aradori l’unico a tenersi in scia dei croati segnando 18 punti consecutivi e smuovendo da solo il tabellino azzurro che senza la guardia di Brescia avrebbe detto solo 10 punti. Proprio l’ennesima tripla del numero 10 azzurro porta l’Italia a -2, 53-55, ma Tomic riallontana i suoi sul 53-59, prima di un fallo tecnico dato a Vladovic per proteste e il suono della sirena dell’intervallo, 58-63 Croazia, quarto chiuso con il parziale di 30 pari su un vantaggio avversario che non è stato mai messo veramente in discussione dagli azzurri. Il tutto per un’Italia che rincorre sempre senza mai agganciare veramente gli avversari. Lo stesso copione che si vede anche al rientro in campo nel terzo periodo, prima Daniele Cinciarini poi Allegretti accarezzano il possibile pareggio sul 60-63, ma il quarto fallo di Cittadini che lo toglie praticamente dai giochi permette ai croati di ristabilire le distanze con Tomic, 63-67. Ma l’Italia a differenza dei primi della prima metà di gara sembra più convinta dei propri mezzi, e con la coppia Cinciarini Daniele e Allegretti cuce un parziale di 7 punti riprendendo il vuoto tra loro ed i croati, e riuscendo proprio con la tripla dell’ala nativa di Varese ad operare il tanto sospirato sorpasso, 77-74 per l’esplosione del Pala Scapriano. E’ il momento dell’Italia, che approfitta della confusione offensiva avversaria, Maresca infierisce ancora dal perimetro e fa 80-76 a un minuto e mezzo alla fine, prima di gettare un paio di possessi per uno e vedere fischiato un fallo su tiro impossibile di Rancic da metà campo a zero secondi (molto dubbio e tra le pesanti proteste del team azzurro), che chiude così dalla lunetta 82-87 Italia. Il giusto prologo per un quarto finale che si apre con il canestro di Allegretti (19 punti alla fine) per l’82 a 77, e che potrebbe regalare agli azzurri il vantaggio della tranquillità: ma per quattro volte consecutive (Bolzonella, Maresca e lo stesso Allegretti) si sbaglia dal perimetro, e la Croazia ne approfitta per rimontare e anche ri-sorpassare gli azzurri sull’85-86 con Zoric, trascinatore dei suoi negli ultimi 5 minuti con 7 punti dei 10 punti personali a referto. Qui inizia un’altra partita, alta tensione tra le due formazioni che si scontrano a viso aperto sotto canestro ed una terna arbitrale (purtroppo) incapace di gestire la situazione falli ed emozione. A tre minuti dalla fine Maresca segna il 91-90, di risposta l’intramontabile Rancic segna la tripla del 93-96, Aradori accorcia dalla lunetta ad un minuto dalla fine ma gli azzurri subiscono ancora una tripla, stavolta di Stipcevic e del 99-101, con Cinciarini che pareggia ancora. La Croazia segna con Rancic, l’Italia spreca e sotto vengono a contatto Cittadini e Zoric con il risultato di due falli tecnici e una contesa che dice possesso croato. Parapiglia e panchina avversaria tutta in campo, con nessun arbitro a vedere nulla. Finisce su questa immagine la partita, perché gli ultimi 15 secondi vedono l’Italia forzare al tiro e cercare il fallo sistematico, con Aradori che segna la tripla del 104-106, ma dalla lunetta ancora Stipcevic non sbaglia e la sirena suona senza rimedio sul 104-108 finale. Che significa delusione Italia, gioia croata che trova in finale la Grecia, solo possibile finalina per gli azzurri a Roseto sabato 4 (ore 15.00) contro la Turchia che ci ha già battuti una volta in questi giochi. In casa nostra e in questa maniera tutto questo non ci voleva. Con in arrivo a rallegrare tutti la notizia da Pescara della vittoria dell’oro della Nazionale femminile di Ticchi contro la Serbia per 70-54, resta lei (e ormai è un pò che è così...) a tenere alta la bandiera tricolore nella pallacanestro. Per fortuna e brave azzurre! Anzi bravissime, come sempre.


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