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Tre overtime, l'Italia perde il primato
30/06/2009, 22:39 - di Dall'inviato Emanuele Blasi


Dopo ben 55 minuti di gioco la formazione di Recalcati perde 121 a 119 con la Turchia e va incontro alla prima sconfitta dei Giochi del Mediterraneo, in un colpo solo perde imbattibilità e primato nel girone. Ora i quarti significano Serbia, ostacolo più ostico rispetto al Marocco prossimo avversario dei turchi
Teramo, 30 giugno 2009 – Dopo tre overtime l’Italia lascia il primato ai turchi e non riesce a fare sua la terza partita del girone B, dissipando un vantaggio accumulato nel secondo periodo che ha sfiorato anche i 18 punti. Più concreta e più fisica la Turchia che alla lunga, dopo circa due ore e mezza di gioco, si merita la prima posizione e pescherà ai quarti il Marocco, ultima del girone A, mentre per gli azzurri si delinea all’orizzonte l’ostacolo Serbia, arrivata terza. La palla persa da D’Ercole negli ultimi 5 secondi del terzo overtime condanna la formazione azzurra ad un quarto insidioso, pensando anche che per ben due volte la Turchia aveva avuto nei secondi finali la possibilità di chiudere il match, ma prima Datome e poi Cinciarini aveva rimesso i loro sui binari giusti. Ma andiamo con ordine. Recalcati sceglie Aradori e proprio D’Ercole come regia iniziale e mette sotto i ferri Crosariol che bene aveva fatto contro il Montenegro, lasciando in panchina Datome. I turchi dimostrano da subito di poter competere sia tecnicamente che fisicamente contro i padroni di casa, e il primo quarto scivola via su un equilibrio che vede prima gli azzurri provare l’allungo con un parziale di 6 punti (11-17), e la Turchia guadagnare terreno con un contro parziale che chiude il quarto sul 20-19 per gli ospiti. Serve una scossa agli azzurri, e la manda coach Recalcati, torna sui suoi passi, cambia l’intero quintetto del primo quarto inserendo le coppie Datome-Cinciarini sugli esterni e Renzi-Rinaldi sotto, cambiando davvero la partita: si vede più gioco, più circolazione di palla, più precisione al tiro. Risultato: parziale secco di 17 a 0, turchi costretti ad un digiuno di punti per oltre 4 minuti e conquistato un cospicuo vantaggio che raggiunge anche i +16 punti, 20-36, frutto delle continue triple di Datome (16 punti alla fine per lui) e sulle intenzioni di Cinciarini, abile a comandare le danze. Sembra fatta già in chiusura di quarto per Recalcati e i suoi, chiusura sul 32-45 e dominio di gioco evidente. Ma la pausa negli spogliatoi rigenera i turchi che mettono il piede sul parquet cambiati dopo la strigliata di Yakan, e complice la disorganizzazione tornata nelle teste degli azzurri sulla zone press avversaria cerca di rimettere tutto in discussione con Atsur dal perimetro, 44-53, prima di subire ancora la vena propositiva di Datome e Cinciarini che ristabiliscono le distanze chiudendo il quarto sul 57-70 Italia. Ma la Turchia è viva, non molla, con Guler (20 punti) in cabina di regia e Nalga (18) in vernice lavora i fianchi gli azzurri che punto dopo punto vedono sfumare dopo 35 minuti il vantaggio accumulato fino a lì, con il solito Atsur a firmare il 68 a 72 turco. Recalcati mette dentro Datome e Crosariol, ma stavolta non basta, e la Turchia rosicchia ancora dalla lunetta punti vitali, fino all’inchiodata di forza di Guler (su persa di Aradori) che porta i suoi ad una sola lunghezza, 77-78. Rinaldi sbaglia dalla lunetta, Demirel completa l’opera sorpasso insieme a Atsur portando a 4 lunghezze il vantaggio, 81-78 turco a 35 secondi dalla fine. Nel traffico di mani e ribaltamenti di palla sbuca quella di Datome che firma la tripla dell’81 pari con il Pala Scapriano in delirio: è overtime, la Turchia non combina nulla nei 7 secondi finali. Si riparte ancora con i turchi migliori nelle percentuali, e con un Guler super, 88 a 87 per i suoi, ma l’Italia non molla con Rinaldi (12 punti) e Aradori (29) portando le sorti della gara sul 93 pari, e la stoppata sull’ultimo possesso di Datome su Guler significa secondo overtime consecutivo. Altri 5 minuti di gioco, e Recalcati punta alla zona con i suoi, ma l’immortale Atsur ad un minuto e 30 secondi segna il + 4 turco, 102-98, subito pareggiato da un Cinciarini (26 punti) migliore dei supplementari, 102-102. Fuori Datome per 5 falli, fuori anche Nalga, la partita vive di episodi e della roulette dei liberi, e quando Guler segna il 109 a 106 con meno di 15 secondi alla fine sembra tutto scritto: non per Cinciarini, che sfidando le comuni leggi della fisica mette dentro una tripla dall’angolo regalando all’Italia il terzo overtime della gara. A cui gli azzurri approcciano sfiniti fisicamente, perdendo anche il filo logico degli schemi e giocando con 4 guardie insieme (complici anche le uscite per falli), e dove la Turchia stavolta non sbaglia un colpo, anche se ad un minuto dalla fine il fischio antisportivo a Sahin sembra regalare su un piatto d’argento la gara ai padroni di casa. La palla transita nelle mani di Maresca che si fa inghiottire tra le maglie avversarie, fallo in attacco e possibilità di pareggio sfumata, la Turchia colpisce ancora e ferma il tabellone sul 121 a 119, D’Ercole spreca anche gli ultimi 20 secondi decretando il secondo posto per gli azzurri e primato per i turchi. A fine gara i due coach: “La cosa bella del basket – afferma Yakan – è che una partita non si può dire finita prima del suono dell’ultima sirena. E questo match ce ne ha dato un’ulteriore dimostrazione. Devo dire grazie a tutti i miei ragazzi hanno dato tutti il massimo per riuscire a raggiungere il risultato. E ci siamo riusciti. Un bravo va anche agli italiani che hanno messo in campo tutto il cuore possibile. Ai quarti ci aspetto il Marocco e sarà importante dimenticare subito questa gara”. Ma guai a chidergli di obiettivi: “Pensiamo ad una partita per volta, poi vedremo quel che sarà”. Dall’altra un più caustico Recalcati: “Noi abbiamo fatto la partita per 30 minuti, popi ci siamo fatti irretire dalla loro intensità. I supplementari sono una roulette, non hanno uno schema fisso ma poca tattica, e lì sono stati più bravi loro di noi. Quello di cui non mi dispiace è giocare domani alle 19.00, riposando due ore in più di quanto avremmo avuto vincendo. Quindi a loro la vittoria, a noi un riposo maggiore”. Domani spazio ai quarti con Turchia-Marocco (ore 16.30) al Pala Scapriano e Italia-Serbia (ore 19.00) a Roseto.


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